SCUOLE PRIGIONI E BAMBINI MALTRATTATI: LA VERITA’ DI CHI LO HA VISSUTO

Di nuovo in questi giorni un caso di maltrattamenti e abusi su bambini dai 3 ai 5 anni sta facendo il giro di tutti i notiziari. Una scuola materna come tante, non in una zona disagiata. Non in un quartiere “malfamato”. Un paese in collina qui a pochi km da me.

La scuola dell’infanzia Mariele Ventre di Pavullo in provincia di Modena è il teatro di questa brutta, bruttissima vicenda. Non entrerò nei dettagli perchè tutte le informazioni potete trovarle su internet, sui giornali o nei notiziari. Voglio invece raccontarvi di ieri come oggi, di bambini di 3/4 anni che vengono accompagnati a scuola per mano dai genitori, che si salutano entrambi col groppo in gola per il distacco. “Mi raccomando fai la brava, sii sempre ubbidiente alle maestre, comportati bene così la mamma sarà felice”. Genitori che affidano i loro beni più preziosi nelle mani di persone che dovrebbero averne cura per 8/10 ore al giorno, bambini che invece vengono maltrattati, insultati e costretti a mangiare fino a rimettere e convinti che tutto quello che capita è per loro responsabilità, che se lo sono meritato. Persuasi che la maestra è “tanto buona che non racconterà ai genitori di quanto sono stati cattivi, ma se lo faranno loro…verranno puniti anche a casa”.

“Fai la brava. Così la mamma è contenta.”

Ieri come oggi, 30 anni fa tutto questo capitava anche a me e a mio fratello dopo di me.

Lei la chiameremo Magda, io mi chiamerò Elisa, ma potrei chiamarmi Emanuele, Roberto, Federica, Erica e chissà in quanti altri come noi.

Non vi dirò che sono rimasta scioccata e turbata da non poter condurre una vita normale, perchè per me non è cosi (anche se simpaticamente la mia dolce metà vi dirà il contrario… 😛 ). Sono una donna tutto sommato equilibrata, una madre premurosa, presente e affettuosa. Folle quel che basta per avere dei bambini che ridano fino a farsela sotto.

Ciò non toglie che quello che ho vissuto, e come me tanti altri, sia un abominio che dovrebbe essere punito molto, MA MOLTO, più severamente di quanto accada. Sono sempre stata una bambina molto allegra e vivace, chiaccheravo in continuo e avevo i miei gusti ben definiti sul cibo. Non mi è mai piaciuta la pera. Oggi detesto la pera. Se non si finiva di mangiare tutto fino all’ultimo boccone ci veniva impedito di andare a giocare con gli altri, che fosse in salone o in cortile. A me la pera proprio non andava giù. Una volta chiesi di andare in bagno a fare la pipì e invece sputai quello schifo di pera molliccia. La maestra in questione mi seguì e vedendolo mi mise la testa dentro al gabinetto. NON STO SCHERZANDO. NON STO ESAGERANDO. Per punizione sono finita più di una volta dentro un secchio di plastica, quelli bianchi da spazzatura (per fortuna pulito) chiuso col coperchio. Mio fratello e qualche altro sfortunato come lui venivano fatti mettere in piedi davanti a tutti con i pantaloni abbassati e veniva costretto a picchiarsi DA SOLO sulle cosce. Così lei non ti aveva alzato le mani, ma se pensava che non stessi facendo abbastanza forte dosava l’intensità e la frequenza di questi auto-schiaffeggiamenti. Furbo. E ancora più maligno.

Una bimba che era solita essere un po’ più manesca una volta venne messa in cerchio assieme a noi che dovevamo fare una qualche attività, lei però con le mani legate dal nastro adesivo da pacchi e siccome piangeva aveva anche il nastro sulla bocca.

Non creda serva rivangare oltre. Già solo un insulto o un’offesa come quelli ripresi nei video fatti alla maestra di Pavullo sono troppo.

La cosa che più di tutto mi fa arrabbiare è chi dice che non sapeva. Le colleghe, il personale nessuno mai si era accorto di nulla. Beh io NON CI CREDO e NON CI CREDERÒ MAI. So per certo che qualcuno sa sempre.

Come mai? Perché quando andai alla riunione prima che Sofia iniziasse il primo anno di materna vidi l’altra maestra che avevo io. La collega “buona”. Per carità buona lo era sempre stata davvero. Ma in quella riunione ho avuto conferma che lei aveva sempre saputo. “Solo che era troppo giovane, troppo nuova, troppo ingenua, troppo…” dopo non credo di aver più ascoltato ma ho fatto ben presente alle maestre che si ero molto prevenuta e che le avrei tenuto d’occhio fossero anche state premi nobel per l’insegnamento.

Allo stesso modo sono fermamente convinta che qualcuno doveva sapere o sospettare anche alla Mariele Ventre e quel qualcuno è responsabile tanto quanto 30 anni fa è stata responsabile la mia “maestra buona”.

Non sono rimasta traumatizzata è vero e credevo anche di averlo completamente superato finché una domenica mattina mentre faccio colazione alle e i bimbi nel NOSTRO SOLITO POSTO… BAAAM! Me la ritrovo nel tavolino davanti che legge il giornale. Sola. In pensione. Alza lo sguardo e vedo che ci osserva per un po’. “Che bei bambini e io di bambini me ne intendo…” Mi prendi per il culo?! Avete idea della voglia di sputarle che avevo? Poi Alle mi ha convinta a lasciar perdere che non ne valeva la pena e per non fare scenate davanti a i bimbi ho taciuto. Purtroppo non dissi nulla allora quando era il momento. Ho capito che la detesto ancora oggi. Ho una vita felice e serena, ma se la incontrassi da sola qualche sassolino dalle scarpe me lo toglierei.

E’ inconcepibile come certe cose possano capitare ancora e ancora e come soprattutto pare non si riescano a prevenire. Io se ci fosse da votare perchè in tutte le scuole siano d’obbligo le telecamere non esiterei un istante. Altro che legge sulla privacy, il dovere di salvaguardare l’infanzia e l’incolumità dei bambini viene prima di tutto.

bambini-violenza-maltrattamenti-abusi
Immagine presa dal web

 

Elisa – #libellulaincazzata

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